Intanto pubblichiamo sul sito questo prezioso intervento e poi vedremo di poterci mettere in contatto con l'autore dell'articolo.
In questo periodo i compagni del Circolo Culturale Proletario di Genova sono impegnati nella raccolta firme per la lista "Italia sovrana e popolare" e abbiamo aderito con altri gruppi della coalizione elettorale alle proteste palestinesi a Genova per i gravissimi fatti avvenuti recentemente.
Tutta la coalizione delle 15 organizzazioni politiche che sostengono la lista elettorale "Italia sovrana e popolare" qui a Genova si è schierata a fianco del popolo palestinese nella lotta per la propria indipendenza e per l'autodeterminazione dei popoli, contro la feroce repressione a cui sono sottoposti dallo stato coloniale di Israele.
Grazie ancora Miriam e speriamo di poterci incontrare personalmente.
Da Miriam Garavaglia
La situazione in Palestina da una relazione su ciò che è accaduto a Giugno e Luglio di quest'anno, poco prima dei vergognosi raid israeliani contro i civili a Gaza di pochi giorni fa
La situazione attuale in Palestina è caratterizzata da
un,escalation della repressione, dell'oppressione e delle aggressioni da parte
forze armate dello stato dell'apartheid e dell'occupazione sionista nei
confronti dei palestinesi a tutti i livelli:
Gaza
Continua da 15 anni l'assedio di Gaza senza una fine all'orizzonte, il blocco
sionista è criminale e disumano. Lo stato sionista ha dichiarato Gaza una zona
militare chiusa quando l'ha occupata nel 1967 e progressivamente inasprito le
restrizioni. In questi 15 anni Israele ha ucciso più di 4.000 palestinesi, tra
cui 1.000 bambini, in quattro grandi offensive militari a Gaza. Altri 1.400
palestinesi sempre a Gaza sono stati uccisi in altri attacchi israeliani nello
stesso periodo. Più di 12.600 case sono state distrutte e quasi 42.000
danneggiate a Gaza. Circa 130 lavoratori agricoli sono stati uccisi mentre
Israele ha imposto il divieto d'accesso in un'area, all'interno del confine di
Gaza, che comprende la terra più fertile del territorio. Sette pescatori,
inoltre, sono stati uccisi dalla marina israeliana, che ne ha feriti e
arrestati altre centinaia, confiscando quasi 250 pescherecci. Più di 72 malati
in cerca di cure non disponibili a Gaza sono morti dopo che Israele ha negato
loro o ritardato il rilascio dei permessi per accedere alle cure in Israele e
in Cisgiordania. Lo stato sionista divide così i palestinesi e riprogetta i
dati demografici dell'intera popolazione palestinese per affermare il proprio
dominio su di loro.
La direttrice di Oxfam International, Gabriela Bucher, ha riconosciuto che gli
aiuti internazionali, senza esigere che Israele ponga fine all'assedio,
trasformano i finanziatori "in facilitatori di fatto di una prigione a
cielo aperto".
Cisgiordania
In Cisgiordania aumenta la dittatura militare dell'occupazione e dei suoi
collaborazionisti, aumenta la persecuzione e aumentano gli assassinii in
particolare di giovani palestinesi e di giornalisti. Vere e proprie esecuzioni
senza processo come nel caso della giornalista di al-Jazeera Shireen Abu Agleh,
che è stata soltanto la punta dell'Iceberg.
Aumentano le aggressioni di esercito e coloni contro gli abitanti di
Gerusalemme con l'obiettivo di espellerli dalle loro case, contro i fedeli
durante le preghiere nella moschea di al-Aqsa, contro le abitazioni dei
palestinesi che vengono demolite o rubate e contro gli alberi di olivo che
vengono sradicati ecc.
Nel 2021, secondo il gruppo per i diritti israeliano B'Tselemle forze
d'occupazione israeliane hanno ucciso 319 palestinesi nei Territori Palestinesi
Occupati, rendendolo "l'anno più mortale dal 2014" e demolito 295
case, il numero più alto dal 2016, lasciando 895 palestinesi, più della metà
bambini, senza casa.
Al 2 giugno 2022 erano 62 i palestinesi uccisi dalle forze dello stato
dell'apartheid in Cisgiordania, 16 dei quali minori.
Il 2 luglio 2022 è morta in circostanze misteriose la più anziana detenuta
palestinese nelle carceri israeliane, Saadyia Farajalla, 68 anni. Con lei
arriva a 230 il numero dei prigionieri palestinesi morti nelle carceri
dell'occupazione sionista per negligenza medica. I prigionieri politici
palestinesi nelle carceri dell'occupazione sono circa (4450), di cui (32) donne
prigioniere donne (fra cui una minorenne). I bambini ed i minorenni detenuti
nelle carceri dell'occupazione sono (160). I detenuti amministrativi (cioè
senza accuse e senza processo) sono 530.
Gli atti disumani di Israele soddisfano la definizione di crimine contro
l'umanità dell'apartheid, dicono i palestinesi e c'è un crescente consenso
internazionale a livello dei gruppi per i diritti umani che concorda con
l'analisi dell'apartheid presentata da gruppi palestinesi.
Amnesty International ma anche Human Rights Watch hanno dichiarato l'anno
scorso che Israele perpetra l'apartheid contro i palestinesi, ed il mese scorso
HRW ha descritto Gaza come "una prigione a cielo aperto" assediata da
Israele ed Egitto, in cui "le restrizioni di movimento devastano le vite
dei palestinesi".
Gli Stati Uniti di Biden confermano il decennale ed enorme sostegno allo stato
dell'aparteid e dell'occupazione israeliano di Trump, Obama, Bush ecc.
Confermano il loro impegno di ferro a mantenere queste politiche di apartheid e
persecuzione – che si tratti di assedio di Gaza o di dittatura militare in
Cisgiordania. Il che significa che non c'è crimine troppo grande che possa
ostacolare la spudorata mobilitazione di sostegno degli Stati Uniti e dell'UE
all'occupazione razzista israeliana.
La visita di Biden
- L'incontro di Biden con il primo ministro dello stato dell'apartheid e
dell'occupazione israeliane ha confermato il massiccio sostegno militare ad
Israele. In pratica: un impegno inflessibile per l'impunità israeliana e la
privazione di libertà dei palestinesi per un importo di almeno 3,8 miliardi di
dollari in aiuti militari allo stato sionista ogni anno. Sono 10 milioni di
dollari al giorno decisi dal primo presidente nero, liberale e domocratico
Obama. Un miliardo in più, extra, di aiuti militari per l'Iron Drom, è stato
fornito allo stato sionista durate l'aggressione ed i bombardamenti israeliani
contro Gaza a maggio del 2021. E' stata formulata poi "la dichiarazione di
Gerusalemme" fra Biden e il primo ministro sionista in cui gli USA
dichiarano alleanza di ferro e senza limiti e sostegno chiaro ed esplicito allo
stato dell'occupazione e dell'apartheid sionista in tutte le sue politiche coloniali
aggressive contro i palestinesi e i loro diritti nazionali.
- L'incontro di Biden con il presidente della cosiddetta Autorità Palestinese
Abu Mazen ha avuto, come ci si aspettava, esiti sfavorevoli ai diritti
nazionali del popolo palestinese, osteggiati dalle varie amministrazioni USA.
L'amministrazione Obama ha usato 7 volte il veto al consiglio di sicurezza per
salvare Israele da condanne dell'Onu. L'incontro tra Biden e Abu Mazen è stato
un incontro di pubbliche relazioni, in cui il presidente USA non si è impegnato
minimamente per sostenere i diritti del popolo palestinese, elargendo discorsi
avvelenati senza alcun valore riferendosi ad uno Stato palestinese "di
lontana realizzazione". Gli USA hanno convinto Arafat ed i palestinesi ad
intraprendere la via degli accordi di Oslo nel 1993 garantendo per tali
accordi, firmati sul tappeto verde della Casa Bianca, allora abitata da
Clinton. Secondo quei disgraziati accordi i palestinesi avrebbero rinunciato al
78% della Palestina, occupato nel 1948, in cambio di uno stato palestinese che
sarebbe dovuto nascere sul 22% della Palestina occupata nel 1967. E ora dopo
circa 30 anni di inutili trattative dicono ai palestinesi che lo stato
palestinese è ancora molto lontano dal essere realizzato. La cosa più curiosa è
che il presidente dell'OLP Abu Mazen ha chiesto al presidente USA mentre si
scambiavano sorrisi e pacche sulle spalle di togliere l'OLP dalla lista USA
delle organizzazioni terroristiche.
Ciò significa che gli USA lasciano libero lo stato dell'apartheid e
dell'occupazione sionista di completare il suo progetto coloniale, l'espulsione
e la giudaizzazione dei Territori palestinesi, inclusa Gerusalemme.
L'aiuto finanziario ai palestinesi, annunciato da Biden, non riflette alcun
cambiamento nella posizione dell'amministrazione statunitense sulla questione
palestinese. Si tratta di una mossa in sintonia con i piani israeliani che
dicono di voler migliorare le condizioni economiche dei palestinesi sotto
occupazione: L'unica cosa che, gli USA e la sua base militare più importante in
Medioriente, sono disposti a fare è offrire spiccioli per pochissimi in cambio
della liquidazione dei diritti politici dei palestinesi. Intanto portano avanti
lo strangolamento di un intero popolo, la sua economia, il suo sviluppo, il suo
diritto all'autodetrminazione, al ritorno, allo stato sovrano,
all'indipendenza, alla liberazione e alla libertà.
Malgrado ciò l'Autorità Palestinese continua a scommettere sull'amministrazione
USA, una scommessa chiaramente rinnovata nel discorso pronunciato da Abu Mazen
in conferenza stampa, dichiarando la sua volontà di superare tutti gli ostacoli
per collaborare con l'amministrazione Biden. Questo linguaggio suppliche,
evitando di menzionare le decisioni del Consiglio Nazionale Palestinese e del
Consiglio Centrale Palestinese sulla revoca del riconoscimento d'Israele e la
cancellazione degli accordi firmati con esso, dimostra l'incapacità
dell'Autorità Palestinese, la sua subordinazione e la sua mancanza di
credibilità nell'attuazione delle decisioni nazionali palestinesi.
Continuare ad aderire a questi accordi da parte dell'Autorità Palestinese,
continuare a scommettere su questi accordi mentre il loro obiettivo è liquidare
la questione palestinese, continuare la gestione individualista ed escludente
all'interno dell'OLP e delle istituzioni palestinesi alimenta la crisi
palestinese e la permanenza della sua disastrosa divisione. La divisione è
tuttora il danno maggiore inflitto al nostro popolo e alla sua causa nazionale,
aprendo la possibilità ad ulteriori progetti di annientamento della causa
palestinese.
I 30 anni dell'era post guerra fredda e di governo unilaterale USA del pianeta,
sono stati anni disastrosi per i palestinesi. Da pochi mesi però siamo entrati
in una nuova era politica mondiale multipolare che potrebbe oggettivamente
aiutare la resistenza palestinese a continuare la lotta per riappropriarsi dei
propri diritti.
Fares Ghassan
Agosto 2022